domenica 19 aprile 2015

Cucina Lombarda: Asparagi al Taleggio


Eccoci con un nuovo appuntamento della nostra rubrica di ricette regionali
l'argomento di questo mese è

Verdure di Primavera

Tra tutte le verdure di questa stagione una delle mie preferite sono gli


in effetti sul blog potete trovare tredici ricette (quattordici con questa)
con gli asparagi e, se volete vederle, vi basta cliccare qui.

Come si evince dal titolo la provincia lombarda di provenienza di questa ricetta
è Bergamo e la città è Taleggio, comune dell'omonima valle dove è nato questo
formaggio che ha ottenuto la D.O. (Denominazione di Origine) nel 1988 e la
D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta) nel 1996.



Oggi la zona di produzione e stagionatura del Taleggio non è più confinata nella Valle,
in Lombardia si produce nelle provincie di Lodi, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco,
Milano e Pavia, in Piemonte nella provincia di Novara e in Veneto nella provincia di Treviso.
Ogni forma  di taleggio riporta il simbolo CTT (Consorzio Tutela Taleggio),
esiste persino un elenco di Tipografie autorizzate dal Consorzio a stampare gli incarti
che rivestono le forme di Taleggio, questa e molte altre notizie
(valori nutrizionali, conservazione,produzione e storia) le ho trovate qui nel sito,
che vi consiglio di visitare se volete saperne di più.

La ricetta è facile e veloce
ecco cosa vi occorre

Ingredienti per 2 persone

20 asparagi
30 g di burro
100 g di Taleggio D.O.P.
sale e pepe

Preparazione

Lavare e pulire gli asparagi togliendo la parte finale legnosa e
raschiando con un coltellino la parte finale.
Legarli in un mazzetto e inserirli in una pentola con acqua bollente salata,
lasciando le punte fuori dall'acqua; cuocerli per 10-15 minuti a seconda della loro grandezza,
fermare la cottura raffreddandoli in acqua e ghiaccio.


Scolare gli asparagi  e rosolarli per qualche minuto in una padella con il burro fuso;
coprirli con le fette di Taleggio D.O.P. salare e pepare.


Mettere il coperchio e cuocere il tempo necessario a far fondere il formaggio.


Io li ho gustati così con un po' della mia baguette Semi-integrale.


L'Assaggiatore Ufficiale invece li ha accompagnati anche con un uovo al burro
il famoso "cereghin"


Con questa quantità direi che si possa classificare come un secondo piatto,
diminuendo la dose si avrà un ricco contorno.





E ora andiamo a scoprire quali verdure primaverili hanno preparato le mie amiche

Stefania - Friuli Venezia Giulia:                                                 
Artù - Piemonte: Piselli in agrodolce                 
Ilenia - Toscana: Spinaci con gli occhi
Silvia - Lazio: Silvia è in tour, la aspettiamo al suo rientro
Paola - Campania: 
Nadina - Basilicata: Ciaudedda
Giovanna - Calabria: Carciofi ripieni alla calabrese
Patrizia - Sicilia: 


Vi ricordo che potete vedere tutte le mie ricette Lodigiane e Lombarde 
cliccando su questa pagina.




Vi aspettiamo anche sulla nostra pagina Facebook 
dove oltre alle nostre ricette potete trovare informazioni su sagre ed eventi
delle nostre regioni, vi basta cliccare qui.

:-D

domenica 22 marzo 2015

Le Pere nel Plum Cake - Buon Compleanno Stefy

Cosa ci faccio qui di domenica?
Festeggio un compleanno!!!



Il compleanno della mia amica Stefania, o come spesso la chiamo la mia "Little Sister"
perché, come molti componenti della mia Tribù, anche lei è una "marzolina"
Cara Stefy questa volta ho voluto farti un dolce semplice ma che credo sia nelle tue corde,
un po' di frutta, un po' di cioccolato e un goccio di alcool che ci sta sempre bene,
spero ti piacerà e ora ti racconto come l'ho preparato

Ingredienti

3 pere (io Kaiser)
1 bacca di vaniglia
1 chiodo di garofano
1 stecca di cannella
1 lt d'acqua
1/2 limone
300 gr di zucchero

350 g di farina bianca
150 g di burro a temperatura ambiente
250 g di zucchero
170 g di yogurt greco
3 uova
3 cucchiai di latte ( 20 g circa)
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
60 g di gocce di cioccolato
1/2 bicchierino di Alchermes 

burro e farina per lo stampo

Preparazione

Lavare bene le pere.
In una pentola versare l'acqua, lo zucchero, il succo del mezzo limone con la sua scorza,
la vaniglia, il chiodo di garofano, la cannella e portare a bollore
mescolando bene per far sciogliere lo zucchero;
aggiungere le 3 pere intere e farle cuocere per 10 minuti dalla ripresa del bollore,
scolare le pere su carta casa.


Mettere le gocce di cioccolato in freezer.
In una ciotola montare bene, con le fruste elettriche, il burro con lo zucchero
e un cucchiaio di yogurt; aggiungere le uova una alla volta alterandole a 300 g di farina,
quindi unire il resto dello yogurt e il latte.
Togliere le gocce di cioccolato dal freezer e mescolarle con i rimanenti
50 g di farina e il lievito setacciati.
Unirli all'impasto con l'Alchermes mescolando con una spatola
con un movimento dal basso verso l'alto.



Versare il composto in uno stampo da plum cake imburrato e infarinato,
inserire le tre pere e cuocere in forno preriscaldato a 170° per 35-40 minuti.


Stefania se, come me, hai paura che cuocendo l'impasto possa tracimare,
(mi è successo più di una volta) puoi avvolgere all'esterno dello stampo, un foglio di carta forno 
legandolo con lo spago per arrosti, funziona!
Ovviamente questa volta non è tracimato :)


Sfornare lasciar raffreddare e cospargere con zucchero a velo.


Per la decorazione io ho scritto (e non benissimo) su della carta forno il tuo nome,
ho girato il foglio e ho ricoperto le lettere con del cioccolato (mezza tavoletta 50 g)
sciolto a bagno maria, l'ho messo per 5 minuti in freezer,
poi ho fatto un altro strato di cioccolato e ho rimesso in freezer per altre 2 volte,
ho finito decorando con dei cuoricini di zucchero.




Cara Stefania ancora Tanti Auguri
:-D

giovedì 19 marzo 2015

Cucina Lombarda: La Spongada dè Brè o Spongada Camuna

Cucina e territorio di casa nostra questo mese vi presenta

Lievitati Dolci e Salati

Cercando qui e là nei vari libri e siti di cucina Lodigiana e Lombarda
ho trovato questa ricetta 


La Spongada una volta era preparata solo nel periodo di Pasqua
mentre ora si trova, in Val Camonica e soprattutto a Breno, quasi tutto l'anno.

Mi piace molto la storia di questo pane dolce che:

"... era quanto di più tradizionale e sostanzioso potesse accompagnare il pranzo Pasquale
ed era solito essere distribuito con fraternità agli ammalati, ai poveri e alle persone sole
in segno di augurio (capitale sociale d’altri tempi quando la comunità era molto più unita)..."

 come potete leggere qui, ed è proprio da questo sito della Val Camonica che ho preso la ricetta.


Devo anche dirvi che, la prima volta che ho letto questa ricetta,
ho pensato che ci fosse un refuso sulla quantità di lievito che mi pareva eccessiva,
ma dopo averne consultate altre
(che avevano dosi ancora più elevate di lievito)
ho deciso di fare un tentativo.
Essendo però un po' come San Tommaso,
ho deciso di farne un piccola quantità, quindi ho proceduto
dividendo per 5 tutti gli ingredienti.
Il procedimento è un po' lungo, soprattutto lo sono i tempi di lievitazione,
ma vi assicuro che ne vale veramente la pena,
ecco quindi come ho preparato la mia "Spongada"

Ingredienti

per il lievito

25 g di lievito di birra
40 g di farina Manitoba
latte fresco intero q.b 30 g

per il primo impasto

200 g di farina (io 120 g 00 e 80 g Manitoba)
80 g di zucchero semolato
56 g di burro di qualità a temperatura ambiente (più un poco per la ciotola)
1 uovo intero
1 tuorlo
i semi di un quarto di una bacca di vaniglia
1 pizzico di sale

per il secondo impasto

260 g di farina (io 100 g Manitoba e 160 g 00)
6 g di lievito di birra
80 g di zucchero semolato
56 g di burro di qualità a temperatura ambiente
1 uovo interno
1 tuorlo
i semi di un quarto di una bacca di vaniglia
1 pizzico di sale

Preparazione

Venerdì sera

Scogliere il cubetto di lievito nel latte intiepidito (25° circa),
aggiungere la farina, mescolare e lasciar lievitare al caldo
(in forno con la luce accesa) per circa 40 minuti.

Nel vaso della planetaria setacciare la farina, aggiungere lo zucchero, la vaniglia, il sale;
mescolare, unire l'uovo intero e, quando sarà ben amalgamato, unire anche il tuorlo.
aggiungere il burro morbido un pezzetto per volta e, quando anche questo sarà ben assorbito,
unire il lievito preparato prima, lavorare ancora per qualche minuto poi trasferire
l'impasto in una ciotola leggermente unta, coprire con la pellicola trasparente e far lievitare
almeno per 3 ore, meglio tutta la notte in ambiente fresco (io nel ripostiglio a 11°).



Sabato mattina

Nel vaso della planetaria con la frusta piatta (k) sbattere  l'uovo intero e il tuorlo con lo zucchero,
aggiungere i 6 g di lievito sbriciolati, il burro morbido a pezzetti, la vaniglia, il sale
e il primo impasto che deve essere ben lievitato; montare il gancio e unire la farina setacciata
poca alla volta fino ad ottenere un impasto morbido, lavorare per 20-30 minuti
( per almeno un'ora se si impasta a mano).
Mettere l'impasto in una ciotola infarinata e far lievitare al caldo
(in forno con la luce accesa) per 2-3 ore fino al raddoppio.


 Dividere l'impasto in pezzi da 150 g, sulla spianatoia leggermente infarinata
dare la forma di pagnottelle e posizionarle sulla teglia ricoperta da carta forno;
mettere a lievitare al caldo (in forno con la luce accesa) fino al raddoppio (io 2 ore)
Tagliare nel mezzo ogni Spongada con tagli profondi quasi totali.


Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 20-25 minuti senza mai aprire il forno.
Le Spongade sono pronte quando avranno assunto un bel colore brunito.
Far raffreddare e cospargere con zucchero a velo.




Tutti i miei dubbi sulla quantità di lievito sono stati fugati dopo l'assaggio non solo
mio ma anche dei miei ospiti di sabato sera, nessuno ha avuto problemi di gonfiore o digestione.
Naturalmente abbiamo seguito il suggerimento di provare la Spongada con il salame (ed
è veramente un abbinamento perfetto!) ma non solo i miei ospiti l'hanno gustata anche
con del paté di fegato, ma naturalmente è ottimo anche come dolce
con della marmellata, del gelato o a colazione inzuppato nel latte.







E ora andiamo a vedere cosa è lievitato nelle cucine delle mie amiche

Stefania - Friuli Venezia Giulia: Pagnuts di fieste                                                  
Artù - Piemonte: la nostra amica si è presa una pausa dal blog ma noi la aspettiamo                   
Ilenia - Toscana: la nostra amica forse ci farà una sorpresa nei prossimi giorni
Paola - Campania: La pizza marinara
Nadina - Basilicata:  causa lunga lievitazione la ricetta sarà disponibile nei prossimi giorni
Giovanna - Calabria: Pitta maniata
Patrizia - Sicilia: Piccoli panini ca'ulive



Vi ricordo che potete vedere tutte le mie ricette Lodigiane e Lombarde 


Vi aspettiamo anche sulla nostra pagina Facebook 
dove oltre alle nostre ricette potete trovare informazioni su sagre ed eventi
delle nostre regioni, vi basta cliccare qui.

Prima di chiudere voglio fare gli auguri a tutti i Giuseppe le Giuseppine
e a tutti i Papà compreso il mio naturalmente

:-D

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Panissimo27 ideata da
Sandra e Barbara e per il mese di marzo ospitata da Terry


lunedì 23 febbraio 2015

Cous Cous Curcuma e Ortica con Verdure Piccanti



Non è una ricetta complicata e nemmeno originale
ma è decisamente sfiziosa, saporita e piccante!
Come tutte le ricette con molte verdure bisogna perdere un po' di tempo
per pulirle e tagliarle ma poi la cottura sarà veloce.

Il cous cous questa volta l'ho aromatizzato con:

la Curcuma


che, oltre a dargli sapore e un bel colore giallo,
esercita un'azione antiossidante e antinfiammatoria.

l'Ortica


ricca di acido folico e di ferro alla quale sono attribuite proprietà
antidiabetiche ed emostatiche.

Ingredienti per 4-6 porzioni

300 g di cous cous precotto
3 cucchiai da tè di curcuma
2 cucchiai da tè di ortica
la scorza di mezzo limone

1 cipolla
2 carote
3 piccole patate (circa 280 g)
1 peperone rosso
1 fetta di zucca (circa 300 g)
1 finocchio
3 carciofi
20 pomodori ciliegini
5 spicchi d'aglio in camicia
peperoncino piccante fresco
2 cucchiai di zucchero di canna
origano
2 mestoli di brodo vegetale home made (o di acqua)
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

Preparazione

Lavare, pelare e mondare tutte le verdure;
cuocere a vapore, per 5 minuti ciascuna,
le patate, la zucca, il peperone e i carciofi.
In una padella fare appassire la cipolla con 3 cucchiai di olio evo;
aggiungere le carote tagliate a rondelle, il finocchio tagliato a spicchi,
bagnare con il brodo bollente coprire e cuocere per 5 minuti.
Aggiungere le patate e la zucca tagliate a dadini e dopo un paio di minuti
il peperone tagliato a listarelle, salare, pepare togliere dalla padella e tenere in caldo.
Nella stessa padella versare un cucchiaio di olio evo e far saltare i carciofi, tagliati a spicchi,
a fiamma vivace per un paio di minuti, togliere e tenere in caldo.


Versare altri 2 cucchiai di olio evo nella padella e far rosolare gli spicchi di aglio in camicia
con il peperoncino fresco tagliato a pezzetti.
Eliminare l'aglio, versare lo zucchero di canna e adagiare i pomodori, divisi a metà,
con la parte del taglio verso il basso, cospargere con l'origano e un pizzico di sale.
Cuocere, scuotendo ogni tanto la pentola, fino a quando saranno ben caramellati.


Mentre cuociono i pomodori, in un pentolino riscaldare (fin quasi a bollore)
250 ml di acqua, salare, unire l'ortica e la curcuma e versarla sul cous cous.
Unire la scorza grattugiata del limone, mescolare, coprire la ciotola e far riposare per 5 minuti.


Sgranare bene il cous cous con le mani o una forchetta,
posizionarlo nei piatti caldi con le verdure, i pomodori caramellati e i carciofi.





Ringrazio la mia amica Miki che mi ha regalato questo vasetto di Ortica
che sta insaporendo un sacco di mie ricette.

:-D

giovedì 19 febbraio 2015

Cucina Lodigiana: Le Chisöle de Sant'Antoni - I Tortelli di Sant'Antonio

Eccoci ad un nuovo appuntamento  con le ricette della nostra rubrica
Cucina e territorio di casa nostra
l'argomento di questo mese 

Fritti

La mia scelta è caduta su queste frittelle, la ricetta è tratta sempre dal mio libro
"La cucina di Lodi - Le ricette della Tradizione"


Lo so che Carnevale è passato e che ormai siamo in quaresima,
ma qui, in ricordo di quando eravamo sotto la provincia di Milano,
molti festeggeranno fino a sabato quando si celebrerà il Carnevale Ambrosiano,
 però a dirvela tutta io le ho preparate martedì e le ho offerte (insieme ai bomboloni 
al forno che trovate qui) alla Mamma, la Zia Emilia e alle mie sorelle.

La ricetta è datata quindi le dosi sono date a cucchiai e bicchieri, io le ho pesate
ed ecco cosa vi occorre per prepararle

Ingredienti

12 cucchiai di farina bianca 00 (250 g)
4 cucchiai di zucchero semolato (80 g)
1/2 bustina di lievito per dolci (6 g)
1 manciata di uvetta sultanina (50 g)
1 uovo
1 bicchiere di vino bianco Malvasia (55 ml)
1 bicchiere di acqua o latte (55 ml)
la scorza grattugiata di un limone o mezza arancia
25 g di burro sciolto a bagnomaria
1 pizzico di sale
abbondante olio di semi d'arachide per friggere
zucchero semolato per cospargere

Preparazione

Sciacquare bene l'uvetta e metterla in ammollo in acqua tiepida per circa mezz'ora. 
In una ciotola, o nel vaso della planetaria, versare
la farina setacciata, lo zucchero, il lievito, l'uovo, il vino, l'acqua, il sale
e mescolare lentamente evitando di formare grumi.
Aggiungere l'uvetta strizzata, la scorza grattugiata d'arancia e il burro sciolto a bagnomaria.
mescolare e l'asciar riposare un'ora a temperatura ambiente.


Portare a temperatura l'olio e versare l'impasto a cucchiaiate,
per facilitare l'operazione immergere un cucchiaio nell'olio bollente,
prelevare l'impasto e, con l'altro cucchiaio, fare cadere i Tortelli nell'olio
quattro o cinque pezzi per volta.


Lasciar friggere fino a quando le "Chisöle" prenderanno un bel colore dorato.


Scolare su carta assorbente e poi far rotolare nello zucchero semolato.
Buonissime servite tiepide, se i vostri ospiti dovessero essere in ritardo, 
vi consiglio di tenerle nel forno preriscaldato a 100° e poi spento,
non perderanno così la loro sofficità.





Ora venite con me  andiamo a vedere cosa hanno fritto le mie amiche

Stefania - Friuli Venezia Giulia: a causa di problemi tecnici ed influenza Stefania salta questo giro
                                                    ma io vi consiglio i suoi Tortelli Viterbesi che trovate qui
Artù - Piemonte: la nostra amica si è presa una pausa dal blog ma io vi consiglio il suo
                            Fritto Misto alla piemontese che trovate qui
Ilenia - Toscana: I Cenci
Silvia - Lazio: Supplì
Paola - Campania: Bigne ripieni
Nadina - Basilicata: Il Ceccio fritto
Giovanna - Calabria: Purpette i patate grattate - Polpette di patate grattugiate
Patrizia - Sicilia: Cassatelle dolci alla Ricotta




Come sempre vi ricordo che ci trovate anche su Facebook 
basta cliccare qui
:-D