domenica 29 maggio 2016

Lasagne alla Norma


La sfida per questo contest prevede di elaborare cinque ricette facili, originali e veloci
partendo da un piatto pronto.
Raccolgo il guanto e ci provo!


Questa è la prima di cinque ricette che vedranno come protagonista 
le Lasagne pronte Gusto Qui della Coop.

Dosi per 6 porzioni se servito come antipasto
Dosi per 3 porzioni se servito come primo piatto
Tempo totale 35 minuti

Ingredienti

1 confezione di Lasagne Gusto Qui
1 grossa melanzana tonda nera
6 cucchiaini di sugo di pomodoro
olio di semi di arachidi q.b.
basilico per decorare

Preparazione

Lavare e tagliare la melanzane ottenendo 12 fette non troppo spesse.
Friggere le fette di melanzane in abbondante olio ben caldo, 180° gradi circa.
Se non si possiede un termometro da cucina, fare la prova con uno stuzzicadenti,
immergendo la punta dello stuzzicadenti nell'olio quando si formano tante bollicine 
dovrebbe essere stata raggiunta la giusta temperatura.
Friggere due, massimo 3 fette per volta.
Quando sono dorate e ancora morbide scolare le fette di melanzane
su di un vassoio ricoperto con carta assorbente da cucina.


In uno stampo per sei  muffin, o in sei pirottini individuali di alluminio,
posizionare due fette di melanzane incrociate.
Con un coppa pasta di circa due centimetri più piccolo del foro del vostro stampo
ritagliare le lasagne, appoggiarle sulle melanzane e richiudere le fette sopra le lasagne.


Cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per 10-15 minuti.
Sformare e decorare ogni pacchettino di lasagne alla Norma
con un cucchiaino di sugo di pomodoro e una foglia di basilico.
Servire caldi o appena tiepidi.




Con le Lasagne alla Norma partecipo al contest della Coop
per la linea di prodotti Gusto Qui


:-D

giovedì 19 maggio 2016

Cucina Lodigiana: Tùrta cui Piri - Torta con le Pere


L'argomento che abbiamo scelto per la nostra uscita di questo mese è

La Frutta


La Tùrta cui Piri è un dolce classico di Lodi,
è facile trovarla in molte panetterie della mia città in ogni stagione
perché basta solo cambiare tipo di pera.
Io ho scelto la varietà Conference che si trova sul mercato
da inizio Novembre fino a fine Giugno, vi consiglio comunque di scegliere
delle pere mature ma con la polpa soda.

La ricetta è tratta dal libro
"La cucina di Lodi- Le ricette della tradizione".
La Torta di Pere si presenta quasi sempre completamente chiusa
e la pasta non deve essere tirata troppo sottile;
con queste quantità io ho usato una teglia a cerniera del diametro di 17 centimetri,
ma è possibile arrivare fino alla misura di 20 centimetri.
Se invece volete una torta più grande la pasta sarà sufficiente
per chiudere la torta con  le classiche liste intrecciate.
Con l'avanzo dell'impasto ho fatto anche una mini torta usando
uno stampo da muffin.

Ingredienti


per la frolla

300 g di farina bianca 00
150 g di zucchero semolato
2 tuorli d'uovo
150 g di burro fuso
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di latte (se necessario)

per il ripieno

6 pere ( io di varietà Conference)
3 bicchieri di vino rosso (io Chianti dei colli Senesi)
3 cucchiai da tavola di zucchero semolato (circa 60 g)
2 chiodi di garofano
3 pezzi di cannella
1/4 di baccello di vaniglia

per decorare

zucchero a velo q.b.

Preparazione

Nel vaso della planetaria mescolare la farina con lo zucchero,
aggiungere i due tuorli, un pizzico di sale e il burro fuso freddo, 
il cucchiaio di latte se necessario (dipende dalle dimensione delle uova)
amalgamare il tutto con la frusta piatta.
Lavorare brevemente l'impasto per formare un panetto,
avvolgerlo nella carta forno o nella pellicola alimentare e
far riposare in frigorifero per almeno un'ora.


Nel frattempo preparare il ripieno.
Sbucciare e tagliare le pere a fette non troppo sottili.
Versare in una pentola il vino, le fette di pere, lo zucchero,
i chiodi di garofano, la cannella, la vaniglia e portare a bollore.
Cuocere per circa 20 minuti e comunque fino a quando le pere
risulteranno morbide, ma non sfatte.
Scolare le pere e lasciarle intiepidire.




Togliere l'impasto dal frigo e stendere la frolla all'altezza
di circa mezzo centimetro.
Foderare con la pasta una teglia imburrata e infarinata o, come ho fatto  io,
ricoperta con carta forno; riempire con le bere ben sgocciolate;
ricoprire con un altro strato di pasta.
Sigillare bene il bordo con i rebbi di una forchetta e, con la stessa,
praticare dei buchi sulla superficie.



Riporre la teglia in frigorifero per almeno un'ora.
Cuocere in forno statico preriscaldato a 170-180° per 50-60 minuti.
Lasciar riposare in forno spento per altri 15 minuti.
Togliere la Torta di Pere dalla teglia quando è completamente fredda,
cospargere con zucchero a velo
e consumare preferibilmente il giorno dopo.





Ed ora come sempre andiamo a curiosare nelle cucine
delle mie compagne di viaggio per vedere cosa hanno preparato e con quale frutta

Stefania - Friuli Venezia Giulia: Marmellata di fragole                                                                        
Paola - Campania: Torta di mele Annurche
Nadina - Basilicata: Insalata di arance alla materana
Alessandra - Puglia: Le Pastatelle
Giovanna - Calabria: Giovanna è convalescente e io vi ripropongo la sua Mostarda di uva fragola
Rita - Sardegna: Confettura di fragole e altre chiacchiere 
Patrizia - Sicilia: 

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venerdì 22 aprile 2016

Cucina Lombarda: Casonsèi de la Bergamasca - I Casoncelli Bergamaschi

Pasta ripiena

questo è l'argomento dell'appuntamento mensile con le ricette regionali
della nostra rubrica
Cucina e territorio di casa nostra

La mia scelta questa volta è stata determinata dal voler rendere omaggio alle origini
del mio Assaggiatore Ufficiale, o meglio alle origini del suo papà che,
come ho raccontato qui, era originario di Fuipiano Imagna in provincia di Bergamo.


Ingredienti


per la pasta

500 g di farina 00
3 uova
acqua q.b. (circa 50 g)
sale un pizzico

per il ripieno

100 g di carne bovina arrosto ( io quello che trovate qui)
150 g di macinato per salame (io di luganega)
70 g di formaggio Grana grattugiato
1 uovo medio
5 amaretti
10 g di uvetta sultanina lavata ed ammollata
1/2 pera abate (100 g circa pulita)
pane grattugiato home made da 60 a 125 g (io 60 g)
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 spicchio d'aglio tritato
sale e pepe

per condire

80 g di burro
100 g di pancetta tagliata a fiammifero
100 g di formaggio Grana grattugiato
erba salvia
pepe nero

Preparazione

Preparare la pasta all'uovo amalgamando la farina con le uova, un pizzico di sale
e acqua quanto basta ad ottenere un composto omogeneo.
Fare riposare la pasta avvolta nella pellicola alimentare
in frigorifero per minimo un'ora.


Mentre la pasta riposa preparare il ripieno.

1) Sbriciolare la luganega o la pasta di salame.
2) Sbucciare la mezza pera e tritarla al coltello.
3) In una padella sciogliere una noce di burro (circa 20 g).
4) Rosolare la luganega.
5) Aggiungere la pera e fare insaporire per un paio di minuti.
6) Unire la carne d'arrosto tritata, il prezzemolo,
lo spicchio d'aglio tritato (io l'ho lasciato intero e poi l'ho eliminato)
fare insaporire per un paio di minuti.


7) Trasferire in una ciotola far intiepidire e unire il Grana grattugiato
8) gli amaretti sbriciolati
9) l'uvetta tritata
10) l'uovo
11) il sale, il pepe e il pane grattugiato poco per volta.
12) Amalgamare bene e, se il composto risultasse troppo asciutto,
unire un goccio di brodo o acqua (per me non è stato necessario).


Tirare la pasta in una sfoglia abbastanza sottile ma non troppo
(la mia macchinetta va da 1 a 8  io sono arrivata fino alla tacca n. 5).
Ritagliare dei dischi con un coppa pasta di 7 centimetri
(secondo il disciplinare il diametro può variare da 6 a 8 centimetri)


1) Riempirli al centro con una pallina di ripieno (circa 6 g).
2) Ripiegare la sfoglia sul ripieno ottenendo la forma a mezzaluna,
pressare bene i bordi per evitare la fuoriuscita del ripieno
3) Piegare la parte ripiena sul bordo.
4) Pressare leggermente al centro.




Lessare i Casoncelli in acqua salata;
nel frattempo in una padella far rosolare la pancetta con il burro e la salvia.
Versare il burro con la pancetta e la salvia sui Casoncelli e
cospargere con abbondante formaggio Grana grattugiato e una macinata di pepe nero.






Ed ora come sempre andiamo a fare un giro nelle cucine delle mie amiche
per gustare le loro ricette di pasta Ripiena

Stefania - Friuli Venezia Giulia: la cucina di Stefania è quasi a posto e io vi ri propongo i suoi
                                                    Idrijski Zlikrofi                                                
Silvia - Lazio: I cannelloni
Paola - Campania: Cannellone alla napoletana
Nadina - Basilicata: Ravioli alla potentina
Alessandra - Puglia: Calzoni dolci di ricotta al sugo
Giovanna - Calabria: Giovann la ritroveremo il mese prossimo e io vi ripropongo la sua Pasta china
Rita - Sardegna: Coccoi prena
Patrizia - Sicilia: 



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sabato 19 marzo 2016

Cucina Lombarda: Resta Pasquale di Como

Oggi, prima di proporvi la mia ricetta per la rubrica Cucina e territorio di casa nostra
voglio fare gli auguri a tutti i Giuseppe e a tutte le Giuseppina che passeranno di qui,
e naturalmente a tutti i Papà compreso il mio.

Essendo ormai prossima la Santa Pasqua il tema di questo mese è

Pasqua, ricette della tradizione

Come ho detto più volte, il dolce tradizionale Lodigiano per Pasqua
è l'agnellino di pasta sfoglia che ho già proposto e che potete vedere qui.
Un altro dolce tipico Lombardo è sicuramente la colomba, ma dato che
di colombe se ne trovano moltissime sul web, la mia scelta è caduta su di un 
dolce antico e poco noto

La Resta di Como



Questo dolce della tradizione comasca viene preparato per la celebrazione
della Domenica delle Palme.
La Resta è legata a due gesti simbolici,
l'inserimento prima della cottura di un ramoscello d'ulivo nell'impasto e
l'incisione a spiga, lisca o resca (dalla quale prende il nome)
entrambi associati nelle culture tradizionali alla rinascita primaverile.



Ingredienti

15 g di lievito di birra (io 30 g di lievito madre secco attivo con germe di grano)
300 g di farina 00 di frumento più altra per la spianatoia 
100 g di zucchero semolato
150 g di burro
1 cucchiaino di miele (io miele di arancio)
3 uova
la scorza di un limone biologico
100 g di uvetta sultanina
100 g di canditi (arancia, cedro e ciliegie)
1 pizzico di sale
1 rametto di ulivo


Preparazione
Prima lievitazione

In una ciotola sciogliere il lievito in poca acqua tiepida (circa 40 g),
unire 75 g di farina setacciata, mescolare bene, fare un panetto
e lasciar lievitare un'ora (io per due ore) coperto con un panno umido
o con pellicola trasparente alimentare.

Seconda lievitazione

In una ciotola grande (io nel vaso della planetaria) versare il lievitino ed unire,
nel seguente ordine, i restanti 225 g di farina, lo zucchero, il miele,
il burro sciolto a bagno maria, le uova una per volta aggiungendo la successiva
solo quando l'impasto ha ben assorbito quella precedente,
il pizzico di sale e la scorza grattugiata del limone. 
Se serve unire ancora un po' di farina (io 40 g circa).
far lievitare sempre coperto per un'ora (io 2 ore).

Lavare molto bene l'uvetta e poi lasciarla in ammollo in acqua fredda.

Terza lievitazione

Sulla spianatoia ben infarinata versare l'impasto, aggiungere l'uvetta strizzata ed i canditi.
Con l'aiuto di un tarocco formare un filone allungato.
Inserire per il lungo un ramoscello d'ulivo.
Lasciar lievitare ancora per un'ora (io per due ore e mezza).
Spolverizzare di farina e, con una lametta o un coltello ben affilato.
praticare dei tagli a forma di resca.




Cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per 45-60 minuti.
Io ho cotto nel forno elettrico riscaldato sopra e sotto per 45 minuti a metà altezza,
 e per altri 15 minuti abbassando la teglia al penultimo livello.



La nostra famiglia si è allargata do quindi il benvenuto a
Rita del blog Pane e Gianduia che già dal mese scorso pubblica con noi per la regione Sardegna, 
a Sonia del blog Status Mamma che partecipa per la regione Liguria e
a Katia del blog Giorno dopo giorno per la regione Marche
buon lavoro ragazze!

Ecco le nostre ricette tradizionali per Pasqua

Stefania - Friuli Venezia Giulia: Stefania è impegnata con il trasloco ma io vi consiglio la sua 
                                                    Pasqua Triestina
Artù - Piemonte: Miki è ancora in pausa ma io vi consiglio il suo Salame del Papa
Sonia - Liguria: Canestrelli pasquali liguri
Ilenia - Toscana: Capretto al forno
Katia - Marche: Crescia di Pasqua (salata) 
Silvia - Lazio:  Silvia è in partenza la ritroveremo il mese prossimo



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Nei prossimi giorni io sarò impegnata ad organizzare il menù di Pasqua 
per la mia Tribù, arrivano anche Maddalena Bart e Pietro da Amsterdam
quindi approfitto per fare gli auguri di una Serena Pasqua a tutti quelli che passeranno di qui


:-D

martedì 19 gennaio 2016

Cucina Lodigiana: Fritàdine Ludesàne - Frittatine Lodigiane

Le Uova

L'argomento di questo mese
per la nostra rubrica di ricette regionali
è questo semplice alimento completo economico e anche sano,
a patto che non se ne abusi.
Nella cucina Lodigiana lo troviamo cucinato molto spesso
in forma di frittata sia come antipasto che come secondo piatto.
Nella mia pagina di Cucina Lodigiana e Lombarda
La Fritàda de Ürtis e oggi vi propongo

Le Fritàdine Ludesàne


Ingredienti


per le frittatine
uova 4
una manciata di formaggio Grana Lodigiano (circa 20 g)
sale, pepe e noce moscata
burro chiarificato 20 g
Raspadüra q.b.

 per la teglia
burro q.b.
panna fresca 200 ml
formaggio Grana Lodigiano 2 cucchiai

Preparazione


1 In una ciotola amalgamare con una forchetta le uova con il formaggio Grana grattugiato, il sale,
   il pepe e la noce moscata senza sbattere troppo.
2 In un padellino di 15 cm di diametro fondere il burro chiarificato, quando sarà ben caldo
   versare due o tre cucchiai di pastella di uova e cuocere per 2 o 3 minuti per lato.
   Proseguire fino al termine della pastella ottenendo 5 frittatine.
3 Fare raffreddare le frittattine su carta per alimenti, porre al centro alcune foglie di raspadüra 
   e arrotolarle.
4 Imburrare la teglia e adagiare le frittatine.
5 Versare la panna sulle frittatine.
6 Cospargere con i due cucchiai di formaggio Grana grattugiato.


Cuocere in forno preriscaldato a 180°/200° per circa 10 minuti,
il formaggio sopra le frittatine dovrà essere ben gratinato.


Ed ora andiamo a vedere come hanno usato le uova 
le mie amiche nelle loro cucine

Stefania - Friuli Venezia Giulia: Uova al funghetto    
Artù - Piemonte: Miki è ancora in pausa ma io vi consiglio le sue Uova alla bella Rosin
Ilenia - Toscana: Acquacotta maremmana
Paola - Campania: Trippa di uova 
Nadina - Basilicata: Per un problema tecnico oggi non riesce ad essere con noi.
Alessandra - Puglia: Frittata classica barese
Giovanna - Calabria: Carne di maiale e uova
Patrizia - Sicilia:

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:-D

sabato 19 dicembre 2015

Cucina Lodigiana: Pucia Dulsa - Crema di Mascarpone

Tra pochi giorni è Natale per la nostra rubrica
Cucina e territorio di casa nostra
abbiamo deciso di proporvi

Le Ricette di Natale della Nonna

Ho pensato molto a cosa proporvi e poi mi sono detta
"Cosa c'è di più natalizio e lombardo del Panettone?"
Ma devo confessarvi una cosa, la mia nonna il panettone non l'ha mai fatto,
e io di solito lo compero nella mia pasticceria preferita,
perché è talmente buono che non so rinunciarvi!
Ma c'è un'altra preparazione Lombarda, anzi oserei dire Lodigiana
che non può mancare sulla tavola di Natale, e che va servita proprio con il Panettone

La Pucia Dulsa


Prima di darvi la ricetta, che credo, anzi son sicura conosciate già tutti,
voglio spendere due parole sul Mascarpone.
Il Mascarpone o Mascherpone è un formaggio atipico,
in quanto ottenuto dalla lavorazione della panna,
e non del latte, con acido citrico o acetico.
Ci sono più ipotesi sull'origine del suo nome.
Il grande giornalista e buongustaio Gianni Brera sosteneva derivasse dal nome
della Cascina Mascherpa quel che è certo è che nel dialetto lombardo "mascherpa"
è il termine usato per la ricotta o per la crema di latte.
Come ho detto spesso sul mio blog, il Mascarpone artigianale (quello vero!) 
poco ha a che vedere con quello industriale e,
mentre il primo (purtroppo) si può trovare solo nella stagione fredda,
il secondo è disponibile tutto l'anno.
Il Mascarpone è un prodotto agroalimentare tradizionale italiano (P.A.T.)
la zona di produzione è la Pianura Padana e in particolare la provincia di Lodi.

Il termine "Pucia" in dialetto lodigiano indica qualsiasi intingolo
dove sia possibile fare scarpetta,
intingere o per dirla in lodigiano "puciare".

Ogni famiglia ha la sua ricetta di questa crema, eccovi la mia


Ingredienti

500 g di Mascarpone artigianale
4 tuorli d'uovo freschissimi
6-8 cucchiai di zucchero semolato
1 bicchierino di liquore (cognac, rum o amaretto)

Preparazione


Sbattere i tuorli con lo zucchero (nella planetaria con la frusta a filo o con le fruste elettriche)
fino a quando il composto risulterà chiaro e spumoso e comincerà a scrivere.
Unire il Mascarpone e continuare a sbattere, quando sarà ben amalgamato aggiungere il liquore.
Conservare in frigorifero e consumare al massimo entro due giorni.


Al posto del Panettone con questa Pucia si può servire la Tortionata (la mia la trovate qui), il Pandoro, la Veneziana, i biscotti o qualsiasi altro dolce che si possa "puciare"!


Come dicevo questa è la mia versione, ma se volete una crema più "leggera" (si fa per dire) prima del Mascarpone potete unire gli albumi montati a neve, il liquore può essere sostituito anche con mezza tazzina di caffè ristretto, ma se ci sono bimbi si può omettere, e gustare la crema al naturale.


Ed ora andiamo a scoprire le ricette delle Nonne delle mie compagne di viaggio

Stefania - Friuli Venezia Giulia: Stefy è un po' presa e forse pubblicherà tra qualche giorno
                                                    io intanto vi ricordo la sua Sufrìt      
Artù - Piemonte: Miki è ancora in pausa ma i vi ripropongo la sua Panata di Natale                 
Ilenia - Toscana: Brutti Boni pratesi o Mandorlati di San Clemente
Silvia - Lazio: Nociata

Vi ricordo che potete vedere tutte le mie ricette Lodigiane e Lombarde 


Auguro a tutti quelli che passano di qui
un Sereno Natale ed un Felice Anno Nuovo
:-D